Porta vantaggi all'azienda e al dipendente, ma occorre una visione strategica della sua implementazione

Mobilità e produttività vs. distinzione tra privato e professionale

Realizzare il BYOD (Bring Your Own Device, porta il tuo apparecchio) non è ancora facile come dirlo. In Francia una indagine di BVA/Syntec Numérique indicava lo scorso luglio al 59% la percentuale dei dipendenti che considera la dotazione di un portatile professionale una minaccia alla vita privata e in Italia le cose procedono in modo simile, con le preoccupazioni per la privacy e la riservatezza dei dati che condizionano sensibilmente le scelte IT.

Una ricerca condotta da Ovum su oltre quattromila lavoratori full-time professionisti in tutta Europa indicava infatti ancora una volta una scarsa preparazione al tema, con un impressionante livello di ignoranza da parte dei responsabili IT riguardo al trend del BYOD e conoscenza scarsa o assente del tema in metà degli intervistati appartenenti a dipartimenti IT

BYOD e supporti forniti dall'azienda soffrono degli stessi problemi

Che si tratti di supporti informatici forniti dall'azienda (impiegati anche a fini privati) o di proprietà (BYOD), in entrambi i casi sussistono questioni non trascurabili, ad esempio:

  • Costi effettivi sostenuti dall'azienda o dal dipendente, come acquisto della macchina, accesso a servizi professionali a pagamento, manutenzione eccetera
  • Legalità dei contenuti scaricati
  • Proprietà dei dati e contatti
  • Limiti nella gestione della sicurezza (per esempio: il blocco a distanza della macchina in caso di smarrimento dell'apparecchio o dimissioni del dipendente)

Diritto informatico nell'azienda che pratica il BYOD

In mancanza sostanziale di giurisprudenza in merito, le aziende dovrebbero considerare la possibilità di integrazioni specifiche al contratto di lavoro o di una regolamentazione informatica specifica, annessa alla normativa interna aziendale, per definire il limite tra vita professionale e privata, stabilire le regole di sicurezza e precisare eventuali sanzioni.

In merito alla tutela dell'azienda contro i rischi del BYOD, queste potrebbero essere alcune soluzioni:

  • Verifica della conformità delle apparecchiature BYOD prima del consenso all'accesso ai dati aziendali
  • Limitazione dell'utilizzo a certe applicazioni e restrizione a determinate fasce orarie
  • Definizione dei diritti dell'azienda per operazioni remote sulle apparecchiature BYOD (per esempio l'eliminazione a distanza dei dati)

Per la tutela del dipendente e del diritto alla privacy occorrono invece soluzioni di buon senso, adattate al contesto specifico dell'azienda, chiaramente spiegate e conseguentemente approvate dal personale, come per esempio le seguenti:

  • Regole per il tracciamento delle attività mobili del dipendente da parte dell'azienda
  • Orari in cui la gestione di informazioni professionali, per esempio l'email aziendale, deve considerarsi tempo lavorativo a tutti gli effetti o tradursi in ore di lavoro straordinario.
Così si è espresso Richard Absalom, analista di Ovum, rispetto ai risultati della ricerca e alla problematica della privacy al tempo del BYOD:

Il modo in cui le persone lavorano avrà un profondo impatto su come il BYOD è recepito e gestito all’interno dell’azienda. Per questo è fondamentale che i dipartimenti IT sviluppino e implementino prima possibile chiare policy di gestione di questo trend. Il BYOD può offrire vantaggi in termini di produttività e efficienza, ma per trarne profitto bisogna gestire bene un insieme di processi, policy, persone e tecnologie.

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