In sala operatoria o all'aperto, mentre droni consegnano farmaci in luoghi impervi.

I robot sono la nuova arma segreta per la piccola chirurgia.

Gli interventi assistiti da robot sono in via di messa a punto da lungo tempo e solo ora arrivano le prime approvazioni. Uno degli esempi più convincenti è ROSA, la gamma di robochirurghi creata da Medtech. Fondata nel 2002 da Bertin Nahum, ingegnere elettrico e robotico, l'azienda ha fornito i propri prodotti a ospedali in Europa, Nordamerica, Asia e Medio Oriente, con una storia di migliaia di pazienti già trattati.

Usate sul cervello da ROSA Brain o per la spina dorsale da ROSA Spine, queste tecnologie permettono procedure più precise, invasive al minimo e più rapide. Naturalmente il braccio robotico non opera da solo: è solamente un assistente programmato del chirurgo, che guida gli strumenti in biopsie, impianto di elettrodi, interventi al cervello. Spiega Nahum:

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La robotica può dare ai chirurghi una vista addizionale e consentire loro di ridurre al minimo l'invasività […] La robochirurgia non è una innovazione tecnologica, ma di utilizzo. Le tecnologie sono impiegate da molto tempo e la difficoltà sta nell'implementarle nei vincoli imposti dalla chirurgia.

Una medicina che attrae gli investitori

Medtech è un esempio tra i pionieri di molte nuove esperienze nel campo della HealthTech. Un altro esempio recente è Virtual Incision, impresa californiana che si è fatta un nome quando la sua apparecchiatura chirurgica miniaturizzata è stata impiegata in una resezione del colon, per la prima volta in modo assistito dal robot su un essere umano vivente. Virtual Incision è in attesa dell'appprovazione del suo apparecchio da parte della Food and Drug Administration americana.

Viene da chiedersi quando potremo aspettarci di vedere robochirurghi operare in autonomia…

Sembra il passo logicamente successivo, che i ricercatori della John Hopkins University perseguono con Smart Tissue Autonomous Robot o STAR, che recentemente ha suturato con successo segmenti di intestino suino. Secondo i ricercatori, il loro robot pareggia, se non supera, un medico umano in sicurezza e precisione.

La nicchia di mercato in cui si muovono queste realtà attira i giganti della tecnologia quanto quelli dello healthcare. Nel 2015, per esempio, Google ha collaborato con Johnson & Johnson al lancio di Verb Surgical, con lo scopo di unire l'expertise della multinazionale farmaceutica con il know-how di Google in machine learning e data analytics per dare vita a una nuova epoca nella chirurgia.

Nella nuova Worldwide Commercial Robotics Spending Guide, IDC prevede una spesa globale in robotica che cresce a un ritmo annuale del 17 percento, dai 71 miliardi di dollari del 2015 ai 135,4 miliardi di dollari del 2019. E il settore healthcare è uno dei principali vettori di crescita in questo mercato.

Droni salvavita

Un esempio meno spettacolare, e per qualcuno forse anche meno allarmante, dei progressi nella robotica per lo healthcare è rappresentato dai droni, sperimentati per effettuare consegne di emergenza di sangue, campioni biologici o vaccini.

Drones for Life è un consorzio che opera nella Francia sudoccidentale, specializzato nel trasporto automatizzato di prodotti medici nelle aree urbane.

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Un esperimento analogo è in corso anche in Africa, per la fornitura di farmaci in Ruanda. Una startup della Silicon Valley di nome Zipline International ha stretto un accordo con il governo locale e pilota i propri droni nel Ruanda per consegnare pacchi fino a un chilo e mezzo, su distanze di oltre cento chilometri.