Robot, droni e altre soluzioni non più futuristiche da aziende di tecnologia, spedizioni, commercio.

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La consegna a domicilio è un problema fondamentale per dettaglianti e consumatori. Questi ultimi vogliono consegne sempre più rapide e, per i primi, i costi di spedizione sono uno dei motivi principali dell'abbandono dei carrelli.

Per i venditori la logistica delle consegne è un fattore costoso ma decisivo competitivamente e questo spiega iniziative come gli esperimenti di consegna con robot e droni.

Starship e DRU, professione (robot) corrieri

DRU, o Domino's Robotic Unit (sotto a sinistra) è ancora un prototipo, che però potrebbe diventare domani l'addetto alle consegne della catena americana Domino’s Pizza. Questo robot a quattro ruote, progettato per le aree pedonali, è equipaggiato con sensori che rilevano gli ostacoli, Gps per trovare la strada n un intorno di venti chilometri, uno scomparto riscaldato per un massimo di dieci pizze e uno refrigerato, per le bevande. Gli scomparti si aprono con un codice che è noto solo al cliente. Il futuro di DRU sarà nella consegna delle pizze ma è interessante notare come fosse stato inizialmente progettato per uso militare, a cura dell'australiana Marathon Robotics.

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Starship è un altro esempio di questo trend. Progettato dall'estone Starship Technologies, è meno versatile di DRU. Tuttavia è già stato collaudato in USA, Regno Unito e Germania per consegnare colli fino a dieci chilogrammi e distanze attorno ai sei chilometri.

Il servizio postale svizzero ha iniziato a usare la robotica lo scorso settembre, con la sperimentazione in tre città per consegne espresso, in giornata oppure entro un'ora, che i postini tradizionali non sono in grado di effettuare. Starship (qui a destra) guida da solo grazie ai propri sensori e consente il controllo remoto in caso di problemi. Anche alcune catene di ipermercati iniziano a servirsi di droni a supporto dei servizi di consegna.

Drone-as-a-Service, se la legge non si mette di mezzo

Già usati nel manifatturiero e nel medicale (per la consegna di farmaci in aree difficili), i droni potrebbero risultare utili in appoggio ai corrieri. Attualmente le legislazioni locali e le restrizioni alla libertà di volo in molte nazioni, oltre alle preoccupazioni per la sicurezza, frenano la diffusione di questa tecnologia. In compenso l'innovazione procede a passi da gigante. Il servizio Prime Air di Amazon e Google Wing sono gli esempi più facili, ma certo non gli unici.

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Per corrieri e servizi postali c'è un enorme potenziale qui. Le poste francesi hanno stretto un'alleanza attraverso DPDGroup con la startup Atechsys. Il loro sistema prevede che un drone sia collegato a un terminale di consegna, possa decollare e atterrare in sicurezza nonché disporre di un carrello automatizzato che porta il collo fino all'indirizzo di destinazione.

Anche le poste australiane sono attratte dai droni specialmente per invii piccoli, urgenti (medicinali) e in zone difficili. Sono quelli di ARILabs, una startup specializzata in robotica i cui droni sono teleguidatili da un operatore che approfitta di una videocamera ad alta definizione installata nell'oggetto.

Sempre più in alto

Per migliorare la logistica delle consegne aeree, DHL ha sviluppato una piattaforma chiamata Parcelcopter Skyport per il proprio Parcelcopter, che è già stato collaudato in Baviera.

Paketkopter in Reit im Winkel Foto: Andreas Heddergott

Paketkopter in Reit im Winkel
Foto: Andreas Heddergott

Nel settore automobilistico, Daimler ha lanciato un van Mercedes-Benz elettrico, munito di droni in grado di decollare dal tettuccio ed effettuare consegne di prodotti in aree urbane. Tra i clienti di Daimler figurano nomi come FedEx e DHL.

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In Olanda, DAR (Delft Aerial Robotics) ha progettato RoboCity. Questa nuova smart city disporrà di una rete di piattaforme autonome per droni, utilizzatili in ogni settore dell'industria: medicale, logistico, manifatturiero e così via. In un futuro non lontano potrebbero esistere reti di droni non dissimili dalle attuali reti telefoniche.
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