Le grandi del settore anelano a un mercato di miliardi di consumatori e apparecchi.

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La Internet of Things sta spingendo la domanda di cloud. Senza cloud è impossibile sfruttare pienamente il pieno potenziale dei sistemi connessi e la massa di informazioni che essi generano, per i consumatori o per settori industriali come trasporti, industria, healthcare, smart city eccetera. Chi opera infrastrutture di cloud lo sa bene e fioccano le soluzioni di raccolta, stoccaggio ed elaborazione dei dati in cloud da parte di ogni tipo di azienda.

Avere una piattaforma IoT è essenziale perché, secondo Bill McBeath di ChainLink Research, i vantaggi sono tanti: non solo permette alle applicazioni di interfacciarsi con una miriade di apparecchiature diverse, ma può superare il problema della complessità delle comunicazioni. Molti fornitori di piattaforme si occupano inoltre dell'infrastruttura di backend per conto del cliente: server, centri dati, comunicazioni, sicurezza, amministrazione. E possono trattare dati in streaming in diretta, informazioni geospaziali, volumi di dati immensi, mentre piattaforme analitiche specifiche di Internet of Things mettono a disposizione librerie di algoritmi, interrogazioni, cruscotti e strumenti vari.

Tra i soggetti principali, AWS, la divisione cloud di Amazon, ha di recente lanciato un kit, AWS IoT, che automatizza le procedure nell'ambito dell'Internet delle cose, mentre Salesforce ha presentato IoT Cloud, la prima per tenere a distanza e la seconda per raggiungere Microsoft.

La IoT Suite di Microsoft Azure conta già clienti illustri (metropolitana di Londra, ThyssenKrupp, Schneider Electric) e possiede servizi per sistemi di comunicazione, notifiche push, machine learning, Business Intelligence e elaborazione istantanea dei dati. Microsoft sta mostrando il proprio potenziale IoT in campi quali veicoli connessi, smart home e retail.

Google ha intanto dispiegato due piattaforme IoT, Brillo e Weave, rispettivamente sistema operativo e linguaggio di programmazione per apparecchi connessi. Dopo avere acquisito Nest (termostati connessi, rilevatori di fumo e videocamere di sorveglianza) due anni fa, il gigante di Mountain View conta di rafforzare la propria presenza nel mercato IoT e promuovere le proprie opzioni di cloud.

Rimane però il problem degli standard di connessione più adatti al mercato consumer o industriale. Oltre alle piattaforme fin qui menzionate infatti, sono in lizza anche Apple, Allseen Alliance e Open Internet Consortium con HomeKit, più le piattaforme open source AllJoyn (varata da Qualcomm, Microsoft, Panasonic, LG, Haier e altri) e Motivity, patrocinata da un consorzio comprendente Intel, Cisco, IBM, Dell, Broadcom e Samsung). Senza dimenticare Facebook, che ha lanciato Parse for IoT la scorsa primavera.