Portare la scuola ai bimbi lungodegenti non basta. Deve essere la LORO scuola.

Colmare le distanze

Studiare in ospedale

A sapere che il Ministero dell'istruzione organizza un servizio di scuola in ospedale per studenti lungodegenti sono quasi solo le famiglie dei ragazzi, per i quali la regolarità degli studi anche durante le cure è sì un fattore importante per il loro futuro, ma anche un legame prezioso e importante con la quotidianità, quella da riconquistare il più presto possibile.

Tuttavia lo studio in corsia, per quanto essenziale, non colma la distanza con la vita scolastica di prima, intesa come aula, insegnanti, compagni di classe, soggetti che la malattia rende improvvisamente lontanissimi da raggiungere. E una sperimentazione straordinaria mira a rendere nuovamente vicini.

iPad più Skype uguale telepresenza

Skype su iPad

Il percorso della Scuola in Ospedale Integrata è cominciato nel marzo 2015 grazie all'iniziativa della Fondazione Giovanni Agnelli, in collaborazione con il reparto di Oncoematologia dell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino. E con il supporto di Econocom, che ha fornito con convinzione dodici iPad e attrezzature audio per duemila euro non appena ha saputo del progetto, come racconta il Country Manager Enrico Tantussi:

Non abbiamo avuto dubbi quando siamo venuti a conoscenza del progetto e il fatto che i destinatari siano dei ragazzi lo rende ancora più lodevole.

Il programma pilota ha consentito a due studenti delle superiori, una delle medie e uno della scuola primaria di tornare nella loro classe virtualmente, in telepresenza attraverso Skype in funzione sugli iPad. La tecnologia digitale ha ricongiunto almeno visivamente i ragazzi alle loro classi e ha sollevato tutta una serie di nuove problematiche da vedere in positivo, dalla necessità di coordinazione tra insegnanti in ospedale e quelli in classe fino alla dotazione informatica delle scuole, che devono essere in grado di supportare la connessione e interagire in modo appropriato con gli studenti a distanza, per non parlare della… disciplina: l'immersione nel proprio ambiente è stata così rivitalizzante che uno degli studenti è stato rimproverato per avere disturbato l'interrogazione di un compagno, proprio come sarebbe potuto succedere tra compagni di banco fisici.

Lezioni allargate

iPad in classe

L'ultimo "problema", ovviamente, non lo è e anzi testimonia il successo del digitale nell'azzerare le distanze tra ragazzi e scuole di origine e fornire nuove motivazioni a studenti e famiglie. Gli altri tuttavia lo sono, in senso positivo naturalmente, perché c'è molto lavoro da svolgere per allargare un programma che ha dimostrato eccezionali potenzialità. Ancora Tantussi:

Abbiamo riscontrato la necessità di mettere anche gli istituti scolastici nella condizione tecnica adeguata di poter supportare questo tipo di esperienza. Questo comporta la necessità per le scuole di dotarsi di PC, reti e connettività di un certo livello. Intendiamo donare laptop, apparecchi di rete, microfoni direzionali e anche supporto tecnico grazie al personale Econocom.

La sperimentazione della Scuola in Ospedale Integrata si estenderà prossimamente al reparto di Neuropsichiatria del Regina Margherita, anch'esso caratterizzato da degenze che possono protrarsi per molti mesi. E certo non mancano le possibilità di allargamento ulteriori, perché sono circa 73 mila i ragazzi italiani in età scolare ricoverati per lunghi periodi, ai quali gioverebbe immensamente mantenere il contatto con il proprio ambiente scolastico.

Le tecnologie digitali lo consentono ed Econocom, impegnata essa stessa nella trasformazione in digital company, farà la sua parte con le stesse attrezzature e la medesima competenza con la quale sta rinnovando il business di decine di aziende. #thefutureisON anche per la scuola in ospedale!

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