Dopo il tempo delle sperimentazioni, la scuola digitale entra nella maturità e le grandi multinazionali tecnologiche adattano le loro tecnologie allo scopo.

Education_CloudInnovazione e classi rovesciate: scuola, cloud e servizi

L'ultima edizione del British Education and Training Technology Show (BETT), un grande ritrovo per professionisti dell'education, ha visto la presenza significativa di due giganti, Microsoft e Google, con le rispettive combinazioni di piattaforme cloud applicative e di storage (Office 365 For Education, OneDrive, Google Documenti, Google Drive) a cavalcare l'interesse per i servizi di rete che facilitano il flusso informativo e la collaborazione tra insegnanti, studenti, genitori e amministratori.

Apple, Microsoft e Google investono nell'education

Tutti i numerosi dibattiti condotti concordano su una medesima conclusione: l'ingresso dell'education nell'era digitale impone la creazione di un ecosistema solido che raccolga docenti, editori di contenuti, imprese di servizi digitali e operatori Internet. Negli Stati Uniti l'amministrazione Obama ha lanciato ConnectED, un piano in grande stile finanziato da pubblico e privati per sviluppare il digitale nella scuola. Le grandi aziende high tech (Apple, Microsoft, operatori di telecomunicazioni) si sono impegnate a investire circa 750 milioni di dollari. In Italia c'è fame di investimenti; a oggi sono state installate centomila lavagne interattive multimediali (LIM) nelle scuole su un fabbisogno di 322 mila, le scuole 2.0 sono 40 e le classi 2.0 sono duemila. Ci sono grandi spazi di manovra.

Microsoft si impegna in Gran Bretagna nella formazione tecnologica di 160 mila docenti (si veda l’articolo Microsoft training 160,000 primary school teachers in ‘Computing’ ahead of curriculum change su ITProPortal)

Per parte sua Google, che già dispone di una business unit dedicata all'education, ha recentemente finanziato con 40 milioni di dollari Renaissance Learning, società specializzata in soluzioni cloud per l'apprendimento.

Education-big-dataInsegnamento e analytics

Già indicata come una delle tecnologie importanti per il futuro dell'education, l'analisi dei Big Data può dare buoni risultati nella valutazione degli studenti. Più in generale, i Big Data utilizzati con le giuste precauzioni di sicurezza permettono di individuare con maggiore precisione le esigenze degli studenti e aiutare gli insegnanti ad adattare i loro contenuti e metodi, in una cornice di contenimento dei costi.

Il crowdfunding al servizio dell'education

Il finanziamento partecipativo può sensibilizzare studenti e insegnanti rispetto alle nuove tendenze digitali, agevolare l'acquisto degli equipaggiamenti e favorire lo sviluppo delle iniziative di studio (si legga 16 innovative ways to use crowdfounding for education su inforED). La piattaforma italiana School Raising è solo una delle tante iniziative in corso nel nostro Paese, dove nel 2013 si sono registrate 41 piattaforme di crowdfunding italiane (27 attive e 14 in fase di lancio) che hanno raccolto 23 milioni di euro lanciando 52 mila progetti.

Per approfondire