I Big Data impongono la priorità strategica di offrire servizi mobile per la guida.

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Dal punto di vista dell'utente, la vera sfida per la smart mobility consiste nello spostarsi dalla mobilità passiva alla mobility as a choice, che ottimizza i tempi di viaggio. Questa visione – enunciata da Jean Bergounioux di Atec/ITS-France, no profit che promuove nell'industria i sistemi di trasporto intelligente – può suonare come fantascienza per gli utenti dei mezzi pubblici e chi viaggia molto ma, grazie alle tecnologie web mobile che stanno gradualmente trasformando il nostro modo di viaggiare, potrebbe diventare presto una realtà concreta.

GPS, applicazioni, etichette NFC, smart parking, segnaletica stradale e informazioni sul traffico aggiornata istantaneamente, auto con sistemi intelligenti di bordo, auto senza pilota e strade con sensori incorporati sono solo avvisaglie del cambiamento che è in corso. Sempre Bergounioux:

Scopo della smart mobility è rendere il viaggio più sicuro e più affidabile, per ottimizzare, tempi, spese e comfort. Le tecnologie ICT stanno rivoluzionando il viaggiare. La smart mobility copre un'ampia gamma di industrie: veicoli, reti stradali e ferroviarie, trasporto pubblico, telecomunicazioni eccetera.

Big Data: informazioni cruciali per il mondo dell'auto

Per i produttori di auto e accessori, il veicolo connesso è una finta costante di innovazione nella quale il sensore, unito ai big data e all'analisi predittivo, svolgerà un ruolo sempre più decisivo, offrendo vantaggi innegabili agli autisti, informazioni sull'autonomia del mezzo e la stazione di servizio più vicina, stato dei componenti meccanici, assistenza via GPS o realtà aumentata, avvisi istantanei e consigli per il risparmio di carburante.

Secondo Nicolas Glady, esperto in Business Analytics presso la business school ESSEC,

L'auto dovrebbe essere una appendice spaziale dell'homo digitalis e finire per essere semplicemente uno dei tanti altri servizi a disposizione, basato sulla continua creazione e analisi dei dati.

Secondo un recente studio di KPMG sulla tecnologia digitale nell'industria dell'auto, i produttori si focalizzeranno sempre più sui big data e sui servizi digitali per i clienti. L'età dell'auto senza pilota può non essere ancora pervasiva, ma l'industria sta già iniziando ad affrontare una grande transizione in questo senso:

Un quinto dei dirigenti delle aziende del settore, la maggior parte dei quali al lavoro sui mercati emergenti, ritiene che entro il 2025 i produttori attuali di veicoli fabbricheranno modelli sotto commessa di giganti tecnologici come Google o Apple.

Intese tra produttori e protagonisti digitali su progetti di Big Data

Un primo esempio è dato da Toyota e Microsoft, la quale ha recentemente potenziato il proprio cloud Azure per rendere possibile Toyota Connected. L'idea è ottimizzare l'utilizzo dei dati per migliorare l'esperienza utente e offrire nuovi servizi. In breve, sostiene Microsoft, lo scopo ultimo di Toyota Connected è creare un mondo di auto come grandi smartphone

Il piano di Volvo è creare auto più facili da guidare, attraverso il suo nuovo hub di dati. Per quanto l'80-90 percento delle auto Volvo sia già connesso, i servizi disponibili sono stati finora limitati. Il gigante svedese ha quindi investito in modo sostanziale in un grande progetto di dati, analytics e Internet of Things Per accelerare l'innovazione in ogni settore, dal design e alla diagnostica a vendite e marketing. Perfino le ricerche eseguite sul web dai guidatori alla ricerca di una nuova auto da acquistare o configurare verranno analizzate, nell'intento di rispondere in modo più efficiente alle loro aspettative. Intanto Ford svolge lavoro di mining sui post dei social media per capire meglio le esigenze della clientela e le opinioni che corrono sui loro modelli.

Per i produttori, intese sui big data sono d'obbligo. Peugeot Citroen, per esempio, ha avviato una partnership con IBM per aiutare varie industrie nell'ecosistema dell'Internet of Things ad analizzare dati utili a erogare nuovi servizi nello spazio dei vicoli connessi. Oltre ad analizzare i livelli di traffico, sarà possibile studiare i dati di attivazione dei sistemi antibloccaggio in frenata, per individuare i punti delle strade più soggetti al rischio di incidenti. Renault-Nissan intende mettere a punto una decina di auto semi-driverless nei prossimi quattro anni così come una gamma di app mobile per fornire agli autisti accesso online alle loro attività e interessi personali (dai social network in avanti).