Didattica su grande scala modificata in tempo reale sulle esigenze personali, a costi ottimizzati.

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Nel coniugare algoritmi, big data, intelligenza artificaile e scienze cognitive, l’adaptive learning applicato ai supporti didattici online (corsi, esercizi, esami) e ai percorsi di apprendimento permette di proporre soluzioni altamente adattabili al profilo, al ritmo e alle difficoltà di studio individuali.

L’adaptive learning è una tendenza emergente nell’education, sperimentato in università, orgnizzazioni ed editori al lavoro nel campo della formazione di base e continua. Negli USA il cinque percento delle università lo pratica) e sono avanti anche Giappone e Australia. Siamo ancora però nell'ambito della sperimentazione, con conseguente domanda di investimenti, ammortizzabili nel momento in cui cresce il numero di studenti serviti. Il costo per corso/studente/semestre viene valutato da una università americana tra i cento e i duecento dollari.

L’adaptive learning inizia a fare adepti anche in Europa. Per esempio l'editore Hachette, che ha recentemente siglato un accordo di partnership con Knewton, una azienda di EdTech americana leader nel settore. L’obiettivo di Hachette, riportato in un articolo di NousVousIls, è appoggiarsi alla tecnologia, ai contenuti e agli algoritmi di Newton per generare percorsi pedagogici interattivi adattabili istantaneamente al profilo di ogni singolo utilizzatore. I primi prodotti di adaptive learning sono attesi per il 2016.

Una rivoluzione concreta per l'education: così si parla spesso di adaptive learning sui mezzi di informazione. Rivoluzione nella quale le tecnologie applicate all'insegnamento possono essere così dirompenti da rappresentare una prospettiva formidabile per gli insegnant, come spiega Carole Percet-Guibourg, direttrice dello sviluppo digitale a scopo didattico presso Hachette:

Le soluzioni di apprendimento online saranno proposte a livello individuale a partire dalle risposte fornite dagli allievi su un sito creato allo scopo. L’obiettivo è dotare ciascun allievo dei mezzi migliori per il suo modo di apprendere. Se per esempio gli algoritmi rivelano che l'allievo impara più velocemente attraverso i video, il percorso didattico si adatta di conseguenza.

Così racconta l'adaptive learning Tyton Partners, altra azienda leader nel settore:

Nel caso dell'apprendimento di una lingua straniera, i materiali di base saranno uguali, ma uno studente potrebbe essere stimolato ad approfondire i tempi verbali e un altro, invece, ad arricchire il vocabolario.

Da una soluzione didattica unica per tutti si passa a un insegnamento sempre più su misura e questo implica anche un coinvolgimento maggiore del docente. Si è visto che l'adaptive learning ha più successo se viene inserito in un sistema educativo ibrido, dove il ruolo dei docenti è decisivo.

L’adaptive learning potrebbe causare una crisi nel segmento dei MOOC. Secondo il rapporto Learning to adapt di Tyton Partners, nell'insegnamento superiore l'adaptive learning batte un MOOC per due interpellati su tre, grazie al suo potenziale nel riconoscere i punti di forza e di debolezza di ciascun partecipante.

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